San Nicola di Silanis

Sedini

Storia e cultura

Pietra e silenzio nella valle

Ci arrivi camminando. Venti minuti di sentiero nella Valle di Silanis, con i colli calcarei di Sedini che chiudono l’orizzonte. Poi la chiesa appare. San Nicola di Silanis è qui dal XII secolo. Essenziale, ferma. Il primo documento la cita quando Furatu de Gitil e Susanna de Lacon Zorila la donarono all’abbazia di Montecassino. Sulla facciata, rivolta a oriente, un’epigrafe funeraria del secondo XII secolo indica la tomba di Iohannes Thurio ed Elenae de Kerki. Attorno sorse un convento, oggi ridotto a resti di pietra. I campi vennero coltivati, le famiglie abitarono questi spazi. Durante le feste si tenevano le Corone di giustizia, assemblee dove si risolvevano liti e questioni tra laici e monaci. Oggi restano il muro perimetrale destro, la navata, l’abside. Restaurata nel 2019, San Nicola non cerca attenzione. Sta.

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