La Roccia dell’Elefante

Castelsardo

Storia e cultura

Il gigante di pietra di Castelsardo

La incontri all’improvviso, lungo la statale 134, a pochi chilometri da Castelsardo. E per un istante ti sembra di essere finito altrove. La Roccia dell’Elefante è lì, sul ciglio della strada, con la sua sagoma inconfondibile: un enorme masso color ruggine che il tempo e gli agenti atmosferici hanno modellato fino a farlo somigliare a un elefante seduto, massiccio e silenzioso.

Ti avvicini e capisci che non è solo un capriccio della natura. Questa roccia, alta circa quattro metri, è un frammento staccatosi in antichità dal complesso roccioso di Monte Castellazzu e rotolato a valle. La sua composizione trachitica e andesitica, fortemente erosa, racconta un processo lento, potente, irreversibile. Qui il paesaggio non è decorativo: è protagonista.

Ma il vero stupore arriva quando scopri che la roccia è anche un luogo sacro. Nel suo corpo di pietra custodisce due Domus de Janas, tombe scavate dall’uomo nel Neolitico finale (3200-2800 a.C.). La tomba superiore, oggi molto danneggiata, conservava in origine tre piccoli vani. La sua distruzione, probabilmente avvenuta già in epoca antica, avrebbe portato alla realizzazione della tomba inferiore.

Ed è qui che l’esperienza diventa più intensa. Attraversi idealmente il dromos, il corridoio a cielo aperto, ed entri in una sequenza di ambienti scavati con precisione rituale: un’anticella, due celle principali e un’ultima cella sul fondo. Sulle pareti del primo vano riconosci due protomi bovine scolpite in rilievo, con corna a mezzaluna. Dettagli che parlano di simboli, credenze, architetture sacre. Non sei davanti a una semplice tomba: sei dentro una visione del mondo.

Un tempo chiamata Sa pedra pertunta, la “pietra traforata”, questa roccia ha preso il nome attuale solo dopo il 1914. Oggi è uno dei luoghi più riconoscibili della Sardegna settentrionale, parte di un sistema di necropoli prenuragiche che dal 2025 rientra tra i siti sardi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ti basta fermarti, osservare, e lasciare che sia la pietra a raccontare.

Parcheggio: No

Difficoltà: Facile

Altitudine: 181 m

Bar: No

Accessibilità motoria: Totale

Informazioni

Multeddu | Castelsardo

Accesso:
Libero

Iscriviti ora!

Registrati alla nostra newsletter per ricevere informazioni su News ed Eventi.

Seguici anche su

#anglonacoros #terrecherigenerano


GAL Anglona Coros

Via Enrico Toti, 20
07034 . Perfugas (SS) . Sardegna . Italia
CF 91039800908


footer logo 1 footer logo 2 footer logo 3 footer logo 4 footer logo 5 footer logo 6

Progetto realizzato attraverso il PSR Sardegna 2014-2022. Misura 19 “Sostegno allo sviluppo locale LEADER” – Sottomisura 19.2 Sostegno per l’esecuzione delle operazioni nell’ambito della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo “Azioni di sistema” - Domanda di sostegno: 34250295986 - CUP H38J23000360009

Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie.

Preferenzecookies