Lasci la SP 28 e imbocchi il sentiero. È corto, appena duecento metri, ma basta per cambiare ritmo. Davanti a te la roccia si apre. La necropoli di S’Elighe Entosu emerge senza scenografie: sette domus de janas scavate nel banco roccioso, più un ipogeo che resta leggermente defilato, diverso per posizione e per tempo. Entri negli spazi uno alla volta. Alcuni sono essenziali, altri più articolati, con vani multipli e piante a T. Le trasformazioni medievali hanno alterato le forme originarie, lasciando segni evidenti, a volte spiazzanti. In alcune tombe la lettura è più chiara. Nella domus IV attraversi un corridoio ampio che conduce a un vano centrale e a uno laterale. Qui il silenzio pesa di più, tanto da far pensare a un uso rituale. Nella domus VIII noti subito le quattro piccole nicchie scavate nel vano principale. Non c’è nulla da interpretare in fretta. Qui stai dentro la materia e il tempo fa il resto.
Cronologia: Neolitico Recente
Accesso: da Usini lungo la SP 28 per circa 1,1 km. Svolta a destra in direzione S’ena de S’Ulumu e prosegui per 1,8 km sul sentiero segnalato. Il sito si trova sulla sinistra
Parcheggio: no
Distanza a piedi: 200 m
Sentiero segnalato: si
Difficoltà: Facile
Altitudine: 208 m
Bar: no
Accessibilità motoria: Non accessibile
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